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6 agosto 2018 ore 21:30

Serramezzana - Palazzo Materazzi

FOSCO (storia de nu matto)

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21:30

FOSCO (storia de nu matto)

6 agosto 2018 ore 21:30

Serramezzana - Palazzo Materazzi

intervento co-finanziato dal POC CAMPANIA 2014 -2020

Scritto, Diretto e Interpretato da Peppe Fonzo
Musiche Flavio Feleppa
Una produzione Magnifico Visbaal Teatro

“Ma lu Fosco… ma chi era? Lo scemo de lu paese che si presentava sempre alla stessa ora la sera. Quanno arrivava se metteva mmiezo a la chiazza e faceva ridere… Tutti erano contenti e se divertivano come mmatti, ma lui non rideva mai…”
Uno spettacolo ispirato a “lu Frasulino”, brano dialettale assolutamente sconosciuto di Domenico Modugno, che mescola la narrazione teatrale a momenti musicali e altre perle del cantautore salentino (lu Salinaro, Sciccareddu mbriaco. La sveglietta), scavando nella tradizione popolare dell’entroterra meridionale.“Fosco lu matto” è un personaggio ai margini, il pazzo/buffone che tutti deridono, sempre insultato e bastonato, un disadattato che brucia solitudine. Prima era uno come gli altri, con un lavoro, una casa, una vita monotona e integrata nella comunità, ma un giorno impazzisce e diventa “lu scemo de lu pese” e nessuno si chiede il perchè anzi, pare che per tutti sia meglio così… Sullo sfondo le immagini di un paesino del sud non meglio identificato, un contesto in cui la durezza della vita, la difficoltà dell’ignoranza danno corpo alla storia de “nu povero cristo”.

NOTE DI REGIA E’ un lavoro dedicato ad un mio pro zio: Peppe Lu Negus, lu scemo di Casalbore (paese originario di mia madre arroccato su una montagna nell’entroterra Sannita, che confina con la Puglia), luogo al quale si ispirano ambientazioni, episodi e inflessione dialettale. Peppe lu negus era un inavvicinabile, che viveva con il suo asino a cui solo rivolgeva la parola. Quando mi raccontavano di lui, sentivo un profondo senso di misericordia misto ad ammirazione: un uomo isolato che sceglieva l’isolamento mentale per sfuggire alla desolazione dell’isolamento geografico. Chissà cosa pensava? Che vita aveva fatto prima di diventare Lu Negus? Era davvero “pazzo” o semplicemente interpretava un ruolo? Mescolando le sensazioni di un bambino a testimonianze raccolte e romanzate, ispirandomi alla durezza della vita contadina del dopoguerra con i racconti veristi, nasce “Fosco”, “nu cunto musicale” disarmante nella sua voluta semplicità. Un attore e un fisarmonicista si alternano in una commistione sonora, linguistica e fisica, accompagnano lo spettatore in un percorso che odora di cenere, di pietra, di terra, di sale e di fatica, dove le note del musicista e la voce dell’attore creano momenti comici, drammatici, malinconici e surreali.

L'ingresso agli eventi è libero, in caso di pioggia gli spettacoli avranno comunque luogo al chiuso

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