Skip to content

5 agosto 2013 ore 20:45

Serramezzana

INFANT BRIDES

Visione del film di Antonio Pizzicato

Home / Edizione 2013 / INFANT BRIDES

20:45

INFANT BRIDES

Visione del film di Antonio Pizzicato

5 agosto 2013 ore 20:45

Serramezzana

Visione del film INFANT BRIDES di Antonio Pizzicato

Il 5 agosto alle 20.45 a Serramezzana si parlerà di “Rispetto della cultura.

Cultura del rispetto”, un tema delicato che verrà affrontato attraverso le immagini del video a cura di Antonio Pizzicato e Achille Piotrowicz, realizzato con il patrocinio di Amnesty International. “Only remember I was eight years old and I was married for two cows and one goat”… Una bambina viene scelta per sposare un ragazzo più grande di lei; destino comune, nell’Etiopia rurale. Spesso non hanno dodici anni. Vengono sottomesse alla vita coniugale e al mistero del concepimento mentre il loro corpo e i loro desideri sono ancora acerbi.

L’integrità delle bambine viene incisa irreversibilmente; così come del resto il loro futuro: molte delle bambine vendute spose, hanno per madre una bambina sposa. Questa è la tradizione: così si fa, e basta. Infant Brides è tratto da un reportage di Achille Piotrowicz – fotogiornalista freelance che lavora nei margini della ‘società del benessere’ per raccontarne i contrasti, i colori e le ombre. Il piccolo film fotografico documentario, è un’estensione della ricerca sul linguaggio vocale che Antonio Pizzicato – regista, compositore e performer della voce – ha sviluppato combinando la narrazione visiva (composta in scatti d’autore) e la diffrazione sonora in cui si moltiplica la voce che attraversa la parola poetica o – come in questo caso – la preghiera. Infant Brides è una preghiera sguardo al cielo. Verso un cielo assente (in questo filmato) o

dal volto plumbeo – come lo si vede sopra le teste dei bambini che giocano, al matrimonio della fortunata che nella nuova famiglia non soffrirà la fame. Il reportage è stato realizzato durante le celebrazioni di alcuni matrimoni nel nord-ovest dell’Etiopia e si è concluso nelle baracche affittate dalle prostitute del quartiere “Mercato” di Addis Abeba, nel febbraio 2009. Dai racconti di queste donne sono emerse le storie e il desiderio di sottrarsi ad una vita da schiave: vendute da piccole, abusate, disprezzate. Il mestiere che fanno è l’epilogo del cammino che hanno affrontato dal villaggio alla capitale, per sfuggire alla tradizione. La materia sonora si compone di diverse tracce: dalla registrazione sul campo di un gruppo di giovani che cantano la festa battendo le mani alla voce strillante di un uomo più anziano che in onore agli sposi intona strofe rituali. Il contributo è qui montato su un celebre brano strumentale dell’altrettanto celebre Mulatu Astatke (musicista e compositore etiope che, dopo gli studi a Londra, Boston e New York, torna in patria e inventa l’Ethio Jazz riformulando i temi della tradizione musicale, influenzato ed influenzando personaggi come Duke Ellington, con cui pure ha suonato). Tutti questi inserti si incastonano in un paesaggio sonoro corale disegnato da una voce sola. È il lavoro a cui Pizzicato si dedica da anni, creando visioni articolate a partire da semplici frammenti ritmico-melodici su cui, procedendo all’improvviso, stratifica partiture vocali complesse. Così la voce, mai artefatta elettronicamente, esplorando le diverse nature di cui dispone, si produce nei toni e nei colori più adatti a raccontare scenari, temperature e stati d’animo. Il Trisagion infine, il “tre volte santo” che appare scritto in latino al concludersi del filmato è un inno liturgico appartenente sia al rito ortodosso quanto a quello latino (la fede cristiana è professata dalla maggioranza degli etiopi). Nel primo, in cui ricorre con maggiore frequenza, è cantato prevalentemente in greco, secondo i modi del canto bizantino: ????? ? Te??, ????? ?s?????, ????? a???at?? e???s?? ?µ?? (traslitt. Aghios o Theos, agios ischyros, agios athanatos, eleison imas). La partitura originale maturata per questa circostanza desidera suggerire un rispettoso distacco dal coinvolgimento religioso per amplificare il senso di una supplica laica rivolta al Creatore. Per concludere questo affresco, occorre osservare che la parola scritta – didascalia sovraimpressa o discorso diretto come in mezzo a un film muto – è qui sintesi di molteplici varianti della medesima storia. Questa sottile linea narrativa, che si riflette – anche per contrasto – nella sequenza ritmata di immagini statiche, acquista tridimensionalità nella drammaturgia sonora rendendo Infant Brides un piccolo oggetto di arte in equilibrio tra i territori della musica, del visivo e della poesia. L’organica complessità che scaturisce dai linguaggi composti si coagula e dà così vita a una esperienza artistica del tutto nuova o quanto meno iscrivibile in categorie fluide, che forse ancora sfuggono alle definizioni.

***

INFANT BRIDES, con il patrocinio di Amnesty International, è stato finalista per il Right in Motion

al Bang! Short Film Festival di Nottingham (UK). Proiettato in anteprima per Amnesty International

al Teatro San Biagio di Cesena e presso il Centro de Creaciòn Contemporanea Flux-Art a Las Palmas

de Gran Canaria, ha debuttato al Teatro Civile Festival di Monte Sant’Angelo (FG), per approdare sulla

rete Babel del network di Sky e al Piccolo Teatro di Milano, nel festival Trame d’Autore. Una versione demo del filmato è presente nello spazio web della rivista Peace Reporter, su YouTube e su Vimeo.

tratto da “Early marriage”, un fotoreportage di

Achille Piotrowicz

scritto e diretto da

Antonio Pizzicato

immagini

Achille Piotrowicz

voci, colonna sonora e montaggio

Antonio Pizzicato

assistente alla sceneggiatura

Susan McGing

suono

Peppe Pace

L'ingresso agli eventi è libero, in caso di pioggia gli spettacoli avranno comunque luogo al chiuso

ALTRI EVENTI IN PROGRAMMA

Scroll To Top