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Evì Evàn, ritmi dionisiaci tra Grecia e Partenope

Il gruppo italo-greco stasera sul palco di Segreti d’autore a Serramezzana con il concerto O’ Meraklis

 

Evì Evàn è una formula arcaica, intraducibile, eco di quei riti dionisiaci che sono la cifra forse più autentica dell’anima greca e mediterranea. E da dieci anni è anche il nome della band italo-greca alfiere del Rebetiko, musica popolare nata quasi un secolo fa come espressione degli emarginati dei grandi centri urbani, eseguita con accompagnamento di chitarra e altri strumenti tradizionali su melodie che contaminano elementi della tradizione musicale europea, ottomana e greco-ortodossa. Gli Evì Evàn si esibiscono stasera per Segreti d’autore a Serramezzana (21,30) in un concerto intitolato O’ Meraklis. Meraklìs in greco è chi sceglie con cura, animato dal Meràki: il desiderio a volte eccessivo – quasi un demone – di chi ama incondizionatamente le cose belle e raffinate. Con lo stesso spirito gli Evì Evàn hanno scelto una per una le tessere del complesso mosaico che compone il loro ultimo disco. Un viaggio tra il Pireo e gli angiporti dell’Asia minore, scandito da alcuni pezzi originali e interamente registrato fra Atene e Sant’Arpino – a due passi da Napoli. Quella “O” davanti a “Meraklìs”, infatti, oltre ad essere l’articolo greco, ha proprio nell’apostrofo un omaggio alla città di Partenope, al centro della “vita rebetika” degli Evì Evàn in Italia fin dai suoi primi passi, nel 2007. Gli Evì Evàn nascono dal desiderio di far conoscere alcuni degli aspetti meno conosciuti , ma forse anche tra i più autentici e interessanti, della cultura greca.

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