Lo spettacolo propone la storia interiore di un debolissimo prete di un piccolo paese di provincia. Muore di cancro, in casa di un vecchio compagno di seminario che si è spretato, in una città non sua, da solo, senza i conforti religiosi. E’ nell’età di mezzo, in quella età della ragione che rende o dovrebbe rendere gli uomini, né troppo ingenuamente giovani, né disperatamente vecchi. Un prete mediocre, insicuro, incapace, apparentemente, di dare una svolta radicale alle sue insoddisfazioni e alle sue scelte. Tutto nella sua vita parla di noia, di assenza di vitalità, di morte, di incomunicabilità, di disperazione, di solitudine (l’inferno è non amare più).
Eppure questa vicenda si chiude con una considerazione straordinaria: TUTTO E’ GRAZIA. Ci troviamo dinanzi ad uno dei più originali tentativi di trasformare in narrazione il cuore della spiritualità cristiana: sullo sfondo di questa vicenda si odono le risonanze di grandi mistici (il Santo Curato d’Ars, S. Teresa), la loro folle affascinante fede d’eternità e di resurrezione che si incarna nella continua esperienza della mediocrità di una vita insignificante agli occhi di spettatori distratti.
Introduce gli interventi Elisabetta Nepitelli Alegiani
L’ingresso alla serata è gratuito.



































